06/12/2004

Come commettere una strage e vivere felici Il 3 dicembre 1984 a Bhopal in India scoppia un incendio di enormi proporzioni nella fabbrica di pesticidi della Union Carbide, un impianto fatiscente, con continue fughe di gas tossici e con i rilevatori costantemente disattivati. E’ notte e nessuno si accorge di quel che sta accadendo, cioè che una nube tossica avvolge una baraccopoli poco lontano. In poche ore muoiono 3000 persone (qualcuno in più degli "eroi" delle Twin Towers......) ed altre decine di migliaia (molti di più degli "eroi" delle Twin Towers......) si ammaleranno e moriranno nel corso degli anni.

La Union Carbide non ha mai voluto rivelare cosa contenesse quella nube tossica, impedendo di fatto le cure adeguate per le vittime.

Nel 1989 la stessa Union Carbide risarcisce, extra processo, le vittime con una "donazione" di 470 milioni di dollari (realizzando peraltro il giorno dopo un notevole guadagno per il proprio titolo borsistico).

Nel 1992 la corte di Giustizia di Bhopal emana un mandato di comparizione per Warren Anderson, al tempo direttore generale della Union Carbide, arrestato al tempo della tragedia e subito rilasciato su cauzione di qualche migliaio di dollari. Warren Anderson vive negli Stati Uniti d’America (dovrebbe trovarsi in Florida, ma il governo della più potente nazione al mondo non ne sa nulla), che non hanno mai risposto alla richiesta di estradizione del governo indiano, il quale quest’anno ha fatto pressione presso la Corte di Giustizia di Bhopal perché l’imputazione di Anderson sia ridotta da omicidio colposo plurimo a negligenza (sic!), con conseguente riduzione della pena prevista da 20 di reclusione a 2 anni, convertibili in ammenda.

Il 28 agosto del 2002 però, la decisione della Corte è la più pesante per Mr. Anderson: omicidio colposo plurimo.

Warren Anderson, secondo la testimonianza di un affiliato a Greenpeace Usa, vive a Long Island (New York), in una villa lussuosa di un lussuoso quartiere e vanta come vicino di casa Steven Spielberg. Vive circondato da giardinieri, vassalli e camerieri e si sposta su automobili di lusso. Paga le tasse e sembra non preoccuparsi troppo del mandato di estradizione.

E' di pochi giorni fa la notizia che verranno risarciti i parenti delle 566.876 vittime ufficiali: 500 dollari a persona.

postato da: occaso alle ore 16:53 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1   07 Dicembre 2004 - 12:57
 
SONO IO PIETRO BOTTAI CIOE' POLVERENELSOLE.IT
Ti ardino povero mortale di leggere e di comprare tutti i dischi di quest'artista
Le mie mail sono seminterratocity@hotmail.com oppure ilducadelleretromarce@yahoo.it
pietro bottai leggi te lo ordino io il DIO DEI BLOGGERS P.B.
POLVERENELSOLE.IT

QUESTO MESSAGGIO E' DEDICATO A CHI VOLESSE AVVICINARSI AD UN VEERO CANTAUTORE DI MUSICA
ROCK/POP CIOE' MARCO CONIDI
QUESTA E' LA SUA DISCOGRAFIA:
E TRA POCHI GIORNI STA PER USCIRE IL SUO NUOVO LAVORO DOVE CI SONO DELLE CANZONIMERAVIGLIOSE TRA LE QUALI L'AMORE CHE VIENE E IDENTITA' CHE POI E' IL NOME DELL'ALBUM...

CREDO CHE PARECCHI GIA' LO CONOSCANO MA SONO STATI PLAGIATI DALLA MUSICA ODIERNA DELLE PLAYLIST
ECCO ALCUNI SUOI DATI:

DISCOGRAFIA

1989 FERRAGOSTO '66 Ed. Musicali IT
1991 MARCO CONTA UNO DUE TRE Ed. Musicali IT
1992 C'E' IN GIRO UN'ALTRA RAZZA SONY Music
1994 STELLA DI CITTA' SONY Music
1998 MARCO CONIDI Alabianca Group - TOTEM records
2000 SCUSAMI TANTO - cd singolo -
2001 REPRISE - cd live -

BIOGRAFIA
La storia di Marco Conidi è una storia vera e particolare.
Poche volte all'interno del panorama della musica italiana è successo che un atista senza massicci investimenti da parte delle major e con delle pause discrete tra un album e l'altro, godesse di un affetto e di un seguito di tali proporzioni, fedele nel tempo, da parte di migliaia di ragazzi in tutta Italia.
A riprova di tutto questo è sufficiente citare, ad esempio, le migliaia di contatti che il sito ufficiale, marcoconidi.com, registra mensilmente, ed il fans group che ha ormai superato gli 8000 iscritti.
Tutto questo si deve al fatto che le canzoni di Marco sono entratre di prepotenza nel cuore di molti e grazie alle radio, ma soprattutto al passaparola ed a centinaia e centinaia di concerti in tutti i club d'Italia, il rapporto instaurato con i fans si è alimentato costantemente e si è rafforzato sempre più, al di fuori dei tradizionali meccanismi che regolano il mercato discografico.
Autore da sempre di tutte le sue canzoni, Marco Conidi, mantenendo uno stile personale specialmente nella scrittura dei testi, ha unito la propria personalità al suono del tempo che cambia.. passa e ritorna.
Appassionato di rock da sempre, è in questo mondo che intreccia vari stili e varie influenze.
Interpretato da altri artisti tra i quali Paola Turci e Luca Barbarossa, ha sempre ricevuto attestati di stima da più parti, come ad esempio la citazione nella "Guida ai 100 Grandi Album della Musica Italiana" di Editori Riuniti.
Bruce Springsteen in persona, dopo aver letto la traduzione di Marco di "One Step Up" (Un passo via da te), ne ha apprezzato la versione e ne ha autorizzato la produzione per l'album tributo "For You", rendendo di fatto Marco uno dei pochi artisti in Europa autorizzato a tradurre il Boss.
La regione Sicilia ha voluto premiare nel 2000 il brano "Italiani d'America" come Canzone Italiana Per Il Mondo.


Queste ed altre sono piccole tappe della storia personale di Marco Conidi
...ma il meglio è ancora da scrivere...
http://www.marcoconidi.com/

DA UN ANGELO MALEDUCATO DI NOME PIETRO BOTTAI
Si intitola ‘Marco Conidi’ l’album che segna la ‘rinascita’ artistica a tempo di rock del cantautore romano: una breve intervista....
Il nuovo album porta semplicemente il suo nome, come se fosse il segnale di una rinascita artistica: Marco Conidi, 31 anni, due partecipazioni al Festival di Sanremo (una con Bungaro e Di Bella), una svolta rock inaugurata con l’album “C’è in giro un’altra razza” nel 1992, riparte da una manciata di nuove canzone e da un’iniezione di fiducia arrivata con l’incontro dei suoi nuovi partner musicali, tra i quali spicca il chitarrista Vincenzo Mancuso (già con Francesco De Gregori per album come “Canzoni d’amore” e “Il bandito e il campione”). “Ho trovato gente entusiasta con cui lavorare, con cui ci siamo potuti prendere i tempi giusti, veri musicisti con cui è un piacere suonare dal vivo”, ha detto Marco, incontrato a Roma in una densa giornata di promozione. Il suo album è decisamente migliore del precedente, più credibile soprattutto dal punto di vista musicale, e rappresenta la fusione delle due anime di Conidi, quella rock accanto a quella più cantautorale: “Forse il precedente album aveva dei suoni più forzati, mentre qui non mi sono vergognato a mettere degli archi quando ce n’era bisogno, pestando duro quando era il momento. Volevo fare un disco che mi rappresentasse appieno”.
Nel disco è citato Ligabue (chiamato “Zio Luciano” nel brano che apre, “Ali e stivali”), al quale d’altra parte Marco è legato a doppio filo: “Anzitutto non mi vergogno affatto ad ammettere che sono un suo fan da sempre; inoltre qualche anno fa il gruppo che suonava con me era quello dei Rockin’ Chair, che adesso è al suo fianco. In ogni caso, anche se i riferimenti a Ligabue sono evidenti, non è solo lui la mia influenza: io sono attratto da diversi musicisti, e tra gli italiani posso citare Fossati, Rino Gaetano e i Nomadi, mentre per gli stranieri ascolto molto Springsteen (sul disco è presente una splendida cover in italiano di “One step up” del Boss), ma anche R.E.M., Counting Crows, Neil Young”. Il disco di Marco Conidi fa anche i conti dei testi molto personali e autentici, tra i quali spiccano “Dall’altra parte del fiume” (“E’ la canzone che mi piace di più, quella che mi ha emozionato scrivere e che mi emoziona di più riascoltare”), “Italiani d’America” (“un brano a tema, scritto su gente lontana: l’idea ci è venuta a Casteldaccia, vicino Palermo, dove abita Vincenzo. Lì gli anziani ti raccontano storie di emigranti, e ti fanno immaginare la vita di quelli che sono partiti per andare lontano”) e “Cuori separati” (“sono stato indeciso fino all’ultimo se metterla nel disco, perché era una canzone che avevo scritto soltanto per me. Parlava della mia situazione di separato e del rapporto con mia figlia. E’ una canzone che dà serenità, dopotutto, e adesso sono contento che sia finita sul disco. Credo che possa anche servire un po’ a qualcuno...”).
Insomma un buon disco, che fa dell’autenticità e della voglia di trasmettere energia i suoi punti di forza, che del resto sono gli stessi del suo autore. “Adesso che ho ricominciato a girare”, dice Marco salutando, “ho scoperto che molti ragazzi non mi hanno dimenticato, e anzi mi trattano come un amico. Per me questo è veramente il più grande onore. Vuol dire che ho trasmesso loro qualcosa che dura...”
(02 mar 1998)

24 maggio - 3 giugno: Conegliano come Liverpool
Antennacinema, prestigiosa manifestazione con sede a Conegliano Veneto (Treviso) e a Padova, propone dal 24 maggio al 3 giugno una rassegna di eventi nel segno dei Beatles. Verranno riproposti i film interpretati dai Quattro di Liverpool; sarà proiettata la “Beatles Video Anthology”, dieci ore di storia del gruppo prodotte dalla BBC; dal 27 al 30 maggio si terranno incontri, tavole rotonde e serate sul tema, e sono previsti numerosi concerti fra i quali anticipiamo: lunedì 24 maggio - Doctor3 (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra)
venerdì 28 maggio - Ensemble, Pepperland, Apple Pies; sabato 29 maggio - trio Riccardo Zappa/Rino Zurzolo/Gae Manfredini, Pietro Nobile; domenica 30 maggio - Ars Nova, Marco Conidi, Trademark Unlimited, Stefano Cerri, Guido Ciffarelli Quintet.
Il programma completo della manifestazione sarà disponibile nei prossimi giorni, e non mancheremo di riferirvene.
(14 mag 1999)

Si apre lunedì 24 a Conegliano ‘Dimmi chi erano i Beatles’

domenica 30 maggio, dalle 10.00 alle 19.00: fiera del disco e marcatino dell’antiquariato;
ore 16.00, ridotto del Teatro Accademia: proiezione di “Let it be” di Michael Lindsay-Hogg (versione originale inglese);
ore 19.00, palazzo Montalban Nuovo: concerto degli United Spirits;
ore 21,30, teatro Accademia: concerto della Trademark Unlimited e di Marco Conidi.
(23 mag 1999)



A Roma Cinecittà Village, un'estate di musica sui set del cinema

21/6 Marco Conidi


Luca Barbarossa e l'…Arena del pop internazionale


Non troppo dissimile l'argomento di "Italiani d'America". «E' una canzone straordinaria; posso dirlo perché non l'ho scritta io, è di Marco Conidi. E' un pezzo che invita a considerare che tra le cose, non molte, di cui possiamo essere orgogliosi di essere italiani, c'è il fatto che l'italiano è una lingua che gli stranieri associano all'amore». Ed è un pezzo che tra l'altro cita il Festival di Sanremo, che nella storia di Barbarossa ha avuto una certa importanza... (27 set 1999)



SPAZIO D'AUTORE
"OSCAR della canzone d'AUTORE"
Premio Rino Gaetano - Omaggio a Giorgio Gaber

1991 MARCO CONIDI (Termoli) RICCARDO COCCIANTE

(18 lug 2003)
utente anonimo

#2   08 Dicembre 2004 - 10:01
 
Vaffanculo tu e Marco Conidi!!!!
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