
IKEA Io sono assolutamente malato di Ikea, e oggi ho fatto 500 chilometri (dopo aver fatto tre ore di coda ai botteghini del Teatro della mia città per comperare biglietti per il concerto di Jackson Browne) per comperare questo tavolo e queste sedie. Non contento, me lo sono montato. Bello, vero?
ENJOY THE SILENCE Dico, è un bel po' di tempo che non si sente nè cantare nè parlare quel finto no-global di Jovanotti. Dico, non ci si sente tutti un po' meglio?
ACCIDENTI Da qualche giorno anche il manifesto online è a pagamento......uff.....
LA COSTITUZIONE L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. A pensarci, una cosa ideologicamente orrenda: quanto vorrei una Costituzione fondata sulla libertà e sulla dignità della persona!

CAMPAGNA ELETTORALE D'accordo, non c'è storia. Però leggete qua, è tratto dalla sezione BIO del sito ufficiale della signorina a sinistra: "A vent'anni ho debuttato in televisione. Stavo per recarmi in America, a New York, per imparare a recitare sul serio frequentando un corso intensivo all'Actor's Studio. Invece, ho fatto un provino con Michele Guardì. Come potete immaginare, il provino andò benissimo e Guardì mi lancio nel mondo della televisione... E io rimasi qui in Italia a lavorare."
Capito? Michele Guardì! Questa è la frase che, fosse candidata nella mia circoscrizione, farebbe di me un suo elettore. Mille volte di più di quella foto. Però: "Roma resterà per sempre la mia città, ma è molto probabile che mi trasferisca oltreoceano per sempre." E dunque, o Klaus Davi ha sbagliato tutto(1), oppure, colpo di scena, Flavia Vento (attrice per mancanza di prove (2)) rischia di entrare in Parlamento (rima!).
"Compaaaagni, avanti il gran partito/noi siamo dei lavoratooor..." (3)
Grazie alla regina per l'appiglio di questo post un po' farlocco.
(1) ...e io che ho anche comprato il suo ultimo libro...
(2) Non è mia, è di Dagospia (rima!) (3) L’Internazionale fu composta nel 1871 da Eugène Pottier per celebrare la Comune di Parigi: la prima volta che le masse lavoratrici conquistavano il potere. Con la Comune, stabilirono una forma di governo democratico mai visto prima; i rappresentanti ricevevano il mandato politico direttamente dagli elettori, erano revocabili in qualsiasi momento e percepivano una retribuzione pari al salario medio di un operaio. Questa è la versione italiana di Bergeret, 1901)

GRAZIE PAGLIARINI! Quasi quasi me lo compero e ci faccio una libreria....

NEIL E BRUCE Come si fa a non amare questi due pazzi???

KEEP ON ROCKIN' IN THE FREE WORLD....

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OI DIALOGOI / 5 (Edicola in centro-città)
edicolante: Certo che questo mese Capital non vende nulla, forse ho sbagliato a mettere vicine queste due copertine...
io: Eh già.
edicolante: Addirittura i ragazzini vengono qui, indicano la tipa su Capital e dicono "Guarda che schifo quelle tette".
io: Già, pensano che tutte le tette siano come quelle di Carolina.
edicolante: Infatti... Certo che si capisce che sono rifatte, tiene un braccio alzato e uno abbassato e loro sono sempre lì, nella stessa posizione!
io: Eh già... chissà se questi ragazzini sanno come sono veramente le tette...
edicolante: Infatti... Secondo me, ammesso che scopino davvero, lo fanno al buio, o in macchina, e non hanno tempo di guardare le tette.
io: Eh già...
edicolante: Inutile, per rendersi conto come sono davvero le tette di quasi tutte le donne bisogna essere sposati. Ne parlavo proprio ieri sera con la mia morosa...
io: Eh già, già...
edicolante: ...e già che ero in discorso, ad un certo punto le ho detto: "Dài dài, tira su la maglietta che giochiamo con le tue tette"!!!!
distinto signore: Dioboe, ce frice*...(indicando Capital) e che è questo schifo??
io: mi dà Mucchio Selvaggio per favore?
distinto signore: Ahhh, anche tu arrapato eh?
edicolante: Ahahahha, sono tre euro per favore.
*friulanismo: "Accidenti, che bella creatura!"
TRISTE ITALIA Sono donne e dovrebbero stare zitte. Sono pacifiste e dovrebbero vergognarsi. Sono vive e avrebbero dovuto tornare solo come salme per una bella cerimonia di unità nazionale, come prova evidente che la guerra di civiltà è scoppiata davvero: questo è il tremendo sunto del linciaggio a cui Simona Pari e Simona Torretta sono state sottoposte sui giornali della destra (codiuvati, sia pure con toni più moderati, da alcune firme dei grandi giornali indipendenti) per avere osato sostenere, dopo il loro rilascio, che l'invasione dell'Iraq deve cessare, che le truppe vanno ritirate, che i sequestratori le hanno trattate con rispetto; per avere osato affermare che vogliono tornare ancora in Iraq; per avere osato ringraziare, oltre al governo, l'opposizione e le manifestazioni pacifiste. Il linciaggio ha avuto nei giorni scorsi toni di una volgarità insopportabile, di quella che di tanto in tanto spunta dalle viscere dell'Italia in transizione e dovrebbe farci interrogare sull'inciviltà che abita le nostre democrazie prima che sullo scontro di civiltà fra Occidente e Islam. Frasi come "se vogliono tornare in Iraq rispediamocele con due calci nel sedere", "la prossima volta si paghino da sole il ricatto", "tacciano e intanto ritiriamogli il passaporto" non depongono a favore né di chi le pronuncia né della sfera pubblica in cui circolano.
Se fossero state vittime e basta, vittime e morte, vittime e perse, vittime e vinte, vittime e piegate, vittime e stuprate, chiunque, compresi i direttori di Libero, del Giornale e della Padania nonché gli zelanti deputati leghisti che ne hanno seguito i suggerimenti, le avrebbero invece piante e compiante, commiserate e santificate. Ma così non è stato. Molti lati restano e resteranno oscuri del loro sequestro e del loro rilascio, motivi e modalità, ma un punto è chiaro ed è che le prime ad aver creato le condizioni per la propria liberazione sono state loro stesse, Simona e Simona: parlando con i sequestratori in una lingua che li ha saputi raggiungere, convincendoli che avevano preso un abbaglio, posizionandosi politicamente laddove stavano e stanno, cioè con e non contro la popolazione irachena. Il primo spazio di trattativa, senza nulla togliere a Berlusconi Frattini e Letta e Scelli, lo devono a se stesse, alla pratica politica che a Baghdad avevano costruito e all'esperienza e alla conoscenza dell'altro che avevano accumulato. Due donne libere, non due donne vittime. Due donne che fanno politica in prima persona, non o non solo due donne posta in gioco della politica istituzionale. Due donne amiche, non due donne in competizione fra loro. E' quanto basta per spiazzare tutti gli stereotipi che mezza Italia del terzo millennio - e non solo, ci si può giurare, il suo lato destro - non solo mantiene nelle sue viscere ma alimenta e rinverdisce.
NEIL YOUNG Menomale che, a volte, quando serve, c'è sempre lui a tirarmi sù....